Pronto Soccorso e Servizio Territoriale Dipendenze Patologiche di Senigallia a confronto: analisi dati anni 2013-2014-2015

 

-Dott.ssa Antonella Battistini – Dirigente psicologo – Psicoterapeuta- Servizio Territoriale Dipendenze Patologiche – DDP AV 2 ASUR Marche

-Dott.ssa Manuela Falcinelli – Dirigente Sociologo –Servizio Territoriale Dipendenze Patologiche – DDP AV 2 ASUR Marche

-Dr. Gianfranco Maracchini- Direttore U.O.C. Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza- AV2 ASUR Marche

 

Gli dei non hanno certo svelato ogni cosa ai mortali fin da principio, ma, ricercando, gli uomini trovano a poco a poco il meglio.
(Senofane)

 

Introduzione

Il presente studio nasce dall’esigenza di reperire informazioni ed approfondire  la conoscenza del territorio, in cui opera il Servizio Territoriale delle Dipendenze Patologiche di  Senigallia. Il  processo di modificazione che sta toccando il problema delle dipendenze, ha spinto gli operatori del Sevizio ad ampliare l’orizzonte  di  osservazione, iniziando da uno dei Servizi deputato alla gestione dell’emergenza: il Pronto Soccorso. La ricerca, pur nella sua semplicità, è stata motivo di interessanti e numerose riflessioni che richiedono, per la loro rilevanza,  una prosecuzione ed ulteriori studi. Per tali motivi, la ricerca non intende fornire conclusioni, ma considerazioni per iniziare un percorso di approfondimento di dati che dovranno essere raccolti ed integrati per tentare di rispondere ad alcuni dei quesiti che la presente analisi ha evidenziato: per alcune fasce di popolazione a rischio  cosa  rappresenta il Pronto Soccorso? E la loro domanda esplicitata è solo una richiesta sanitaria o sottende altri tipi di bisogni?

Alcune ricerche, disponibili in letteratura, evidenziano che il Pronto Soccorso sia il luogo, per eccellenza, dove portare la sofferenza  del corpo malato; quando si pone al primo posto il corpo, si è impossibilitati a  riconoscere una complessità che tenga conto  dell’anima.

Il Pronto Soccorso, struttura anonima, dal nome rassicurante, rischia di essere utilizzata,  secondo una logica consumistica del “tutto e subito”, come luogo di facili soluzioni ed illusioni  salvifiche.

Questa ricerca vuole essere il tentativo per iniziare a riflettere secondo una logica di complessità che vada oltre alla sola dimensione corporea e sanitaria, che  tenga conto dei molteplici bisogni: relazionali, psicologici, sociali, economici, culturali, etc., spesso difficilmente esprimibili.

A questo proposito, in linea con alcuni riferimenti bibliografici recenti, s’intende  attuare un’ulteriore indagine rivolta al problema dei adolescenti-giovani e dei loro agiti distruttivi: incidenti, traumi, autolesionismo, che spesso sottendono una difficoltà nel processo di mentalizzazione  e dell’acquisizione del sé.

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L’emergente nella scienza o la scienza dell’emergente

Ed el mi disse: «Volgiti! Che fai?
Vedi là Farinata che s’è dritto:
da la cintola in sù tutto ‘l vedrai».

Io avea già il mio viso nel suo fitto;
ed el s’ergea col petto e con la fronte
com’ avesse l’inferno a gran dispitto.
(La divina commedia, Inferno, Canto X, 31-36)

Venti anni fa Armando Bauleo scriveva nella prefazione del testo “Cambiare : il modello operativo del Sert di Rimini”:
“Fu creata una Scuola di Prevenzione per formare operatori nel difficile ambito della prevenzione e della psicoigene. Emergente dell’esperienza, la scuola simbolizza la necessità di organizzare un corpo concettuale e le possibilità di una trasmissione, affinché le pratiche non rimangano semplici aneddoti”

Cercherò di affrontare l’argomento dell’emergente dal punto di vista della scuola, cioè come una elaborazione dell’esperienza che non sia il semplice racconto aneddotico ma nemmeno una evidenza basata su studi controllati o una metanalisi. È un altro metodo.
Al centro di questa comunicazione sta il concetto di emergente che non nasce prima del fenomeno o meglio del fatto.
Ci sono fatti, accadimenti, eventi che non sono emergenti e altri che lo sono, dunque possiamo considerare emergente un tipo particolare di fatto o di accadimento.
In questo modo di procedere seguo le prime due proposizioni del Tractatus di Wittgenstein, filosofo che Armando Bauleo studiava anche per la sua amicizia intellettuale con Aldo Gargani che è stato più’ volte invitato a tenere seminari all’Istituto Internazionale di Psicologia Sociale di Venezia.
Dice Wittgenstein:
1. il mondo è ciò che accade
1.1 il mondo è la totalità dei fatti e non delle cose

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Schizofrenia e territorio

Recensione di Armando Bauleo al libro di Alberto Merini, “Schizofrenia e territorio”, Patron, 1979 (tratto da “Psicoterapia e Scienze Umane”, 3/4 del 1981, pagg. 165-167)

  Schizofrenia e territorio

Tutte le nostre consocenze sulla schizofrenia come pure la possibilità di un suo trattamento sono fondamentalmente legate al manicomio

… (…) La nuova legge 833 che, abolendo il manicomio, ha spostato sul territorio l’intervento psichiatrico, con tutta probabilità permetterà una conoscenza della schizofrenia diversa da quella avuta fino ad oggi”.

L’introduzione del libro ci predice un passaggio da una possibilità a una probabilità, ciò che è stato possibile e ciò che sarà probabile.

Come sfondo di questo gioco di certezze si colloca la fine di una tappa, quella del manicomio, e l’inaugurazione dell’altra, quella del territorio. In mezzo alle due situazioni storiche c’è la nascita e lo sviluppo della psicoanalisi.

L’insistenza di Merini sulla questione del ‘Territorio’ (è il suo secondo libro su questo tema; il primo, curato da lui, è “Psichiatria nel territorio”, Ed. Feltrinelli) ci obbliga a considerarlo come emergente di una situazione storico-sociale, la legge 180 e la legge 833, che chiudono il manicomio e stabiliscono una ‘Assistenza a livello di comunità’.

Ho consociuto Merini nel 1972 e nel 1974: grazie all’amabilità del Prof. Gentili, sono stato per quasi due mesi nella clinica psichiatrica di Bologna, e vi ho lavorato usando una metodologia di psicologia di gruppo. In un mio libro, il capitolo “Rapporto sulla psichiatria” è una sorta di riassunto di quella esperienza. Da quel momento sono sempre stato una specie di osservatore, attivo quando è stato possibile, dei vari tentativi di assistenza e prevenzione lì realizzati.

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Psicoanalisi delle Psicosi

psicoanalisi-delle-psicosiA partire dal libro di Orazio Costantino
Psicosi e dintorni” Edizione Borla (2015)

 

Parteciperanno :
Paolo di Benedetto – Socio Ordinario SIPP (Società Italiana di Psicoterapia Psicanalitica)
Carla Montanari – Socio Ordinario SIPP ( società Italiana di Psicoterapia Psicanalitica)
Emma Caliò – Psicologa psicoterapeuta
Claudio Roncarati – Psichiatra (CSM Rimini)

Coordina:
Leonardo Montecchi
Direttore della scuola Bleger.

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Accordo di collaborazione e scambio fra Centro Studi e Ricerche “Josè Bleger” e Centro Takiwasi

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L’Associazione Centro Studi “Josè Bleger”, sita a Rimini in via Circonvallazione 122 (Italia), propone una collaborazione con il Centro Takiwasi, centro di recupero per dipendenze, sito a Tarapoto (Perù), in merito alla ricerca “Psicosi e ayahuasca”.

La collaborazione prevede:

  • lo scambio ed il confronto del materiale raccolto con persone intervistate dall’Associazione Bleger che possiedono alcune caratteristiche relative alla ricerca e persone che sono state in trattamento presso il Centro Takiwasi. Nello specifico, si raccolgono 10 interviste in Italia e si analizza il materiale del trattamento di 8 pazienti del Centro Takiwasi
  • confronto e riflessione congiunta sul materiale bibliografico e sul materiale clinico
  • riflessione suull’ipotesi di ricerca, lavoro in vivo a Tarapoto, per il periodo di settembre 2016, nel quale la Dott.ssa Valeri si è recata personalmente presso il Centro Takawasi
  • elaborazione del materiale raccolto in maniera condivisa. La Scuola Bleger elabora il materiale e il Centro Takawas partecipa come revisore dell’avanzamento dei lavori
  • pubblicazione a nome dell’Associazione Bleger e del Centro Takiwasi

L’Associazione “Josè Bleger” e il Centro Takiwasi favoriscono un intercambio fra l’Italia ed il Perù di eprsone che siano in formazione e che per interesse scientifico abbiano il desiderio di conoscere la realtà della Scuola Bleger e del Centro Takiwasi e di partecipare a ricerche e interventi.

Associazione “Josè Bleger”                                     Centro Takiwasi
Il Direttore                                                                  Il Direttore

Dott. Leonardo Montecchi                                       Dott. Jacques Mabit

Rimini, Italia, 1 novembre 2016

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