Accordo di collaborazione e scambio fra Centro Studi e Ricerche “Josè Bleger” e Centro Takiwasi

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L’Associazione Centro Studi “Josè Bleger”, sita a Rimini in via Circonvallazione 122 (Italia), propone una collaborazione con il Centro Takiwasi, centro di recupero per dipendenze, sito a Tarapoto (Perù), in merito alla ricerca “Psicosi e ayahuasca”.

La collaborazione prevede:

  • lo scambio ed il confronto del materiale raccolto con persone intervistate dall’Associazione Bleger che possiedono alcune caratteristiche relative alla ricerca e persone che sono state in trattamento presso il Centro Takiwasi. Nello specifico, si raccolgono 10 interviste in Italia e si analizza il materiale del trattamento di 8 pazienti del Centro Takiwasi
  • confronto e riflessione congiunta sul materiale bibliografico e sul materiale clinico
  • riflessione suull’ipotesi di ricerca, lavoro in vivo a Tarapoto, per il periodo di settembre 2016, nel quale la Dott.ssa Valeri si è recata personalmente presso il Centro Takawasi
  • elaborazione del materiale raccolto in maniera condivisa. La Scuola Bleger elabora il materiale e il Centro Takawas partecipa come revisore dell’avanzamento dei lavori
  • pubblicazione a nome dell’Associazione Bleger e del Centro Takiwasi

L’Associazione “Josè Bleger” e il Centro Takiwasi favoriscono un intercambio fra l’Italia ed il Perù di eprsone che siano in formazione e che per interesse scientifico abbiano il desiderio di conoscere la realtà della Scuola Bleger e del Centro Takiwasi e di partecipare a ricerche e interventi.

Associazione “Josè Bleger”                                     Centro Takiwasi
Il Direttore                                                                  Il Direttore

Dott. Leonardo Montecchi                                       Dott. Jacques Mabit

Rimini, Italia, 1 novembre 2016

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Accordo per lo scambio scientifico e di istruzione tra ICHPA e SCUOLA BLEGER

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ACCORDO PER LO SCAMBIO SCIENTIFICO E DI ISTRUZIONE TRA

ICHPA SOCIETÀ CILENA DI PSICOANALISI
REPUBBLICA DEL CILE

e

SCUOLA DI PREVENZIONE JOSÉ BLÉGER, RIMINI
REPUBBLICA ITALIANA

Le due sopra citate Istituzioni convengono di stabilire una cooperazione accademica al fine di promuovere e favorire lo scambio scientifico e culturale.

I

La cooperazione tra le due Istituzioni sarà sviluppata nei seguenti settori:

1.Formazione

2.Ricerca

3.Comunicazione

II

Per una realizzazione ottimale dell’Accordo, entrambe le Istituzioni concordano i seguenti termini di scambio, soggetti alla disponibilità di risorse appropriate e accordo dei reciproci dipartimenti accademici collaborativi:

  • Visite di scambio di personale accademico;
  • Scambio di studenti laureati;
  • Organizzazione congiunta di conferenze scientifiche e workshop;
  • Scambio di pubblicazioni, Edizioni Universitarie, libri e reti di cooperazione in comunicazione.

III

Gli studenti che partecipano allo scambio dovranno provvedere autonomamente alle spese di viaggio, di alloggio, vitto, materiale didattico, trasporto locale, spese di assicurazione sanitaria, spese personali e eventuali imposte di bollo sul passaporto/visto.

IV

L’Istituto ospite fornirà gratuitamente supporto, per studio e ricerca, allo staff designato.

In linea di principio, l’Istituto che invia personale, pagherà le spese di viaggio e l’Istituto ospite coprirà le spese di sussistenza. Ogni visita verrà concordata con congruo anticipo tra le due istituzioni ed avrà luogo solo dopo la firma di un accordo formale tra le Autorità di entrambi gli uffici competenti.

V

Ogni articolo di questo accordo può essere integrato o revocato dopo consultazione reciproca e consenso tra le due Istituzioni.

VI

Il presente accordo è firmato in due copie identiche in lingua Italiana e Spagnola.

Nel rispetto dello spirito accademico di cooperazione e dei principi di mutuo rispetto e comprensione firmiamo questo accordo

 

SCUOLA DI PREVENZIONE                                                    ICHPA
– JOSÉ BLÉGER RIMINI –                        –
SOCIETÀ CILENA DI PSICOANALISI –

           DIRETTORE                                                            PRESIDENTE

Prof. Dr. Leonardo Montecchi                                       Prof. Dr. Eduardo Jaar

 

______________________________                                         _______________________________

 

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Sull’attualità del gruppo operativo

del Professor Armando Bauleo

(Il titolo originale dell’articolo, tratto da www.area3.org.es Numero Especial nº 1, è “Sobre la actualidad del Grupo Operativo” ed è stato tradotto dallo spagnolo da Lorenzo Sartini)

Conferenza inaugurale del congresso internazionale “Sull’attualità del Gruppo Operativo”, svoltosi a Madrid dal 24 al 26 febbraio 2006

L’asse che spero guidi questo incontro comprende un messaggio doppio, sottilmente compreso nel titolo, i cui diversi aspetti sarebbero articolati grazie alla questione dell’attualità.
Il messaggio è doppio nel senso che punta a due direzioni: una di esse è la domanda sulle condizioni nelle quali si trova oggi il Gruppo Operativo; l’altra si deve al fatto che, chiedendo a proposito di queste condizioni, inevitabilmente si pone il problema su ciò che succede, nel presente, con l’operatività dei gruppi.

Con la nozione di operativo, operatività, operazione gruppale, ci troviamo nel campo della prassi gruppale, cioè in un piano dal quale abbiamo sempre voluto poter intravedere le relazioni che mantenevano un insieme di nozioni con le attività gruppali. Tutto questo ritagliato in questo momento storico-sociale-economico.

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Teoria dei gruppi e famiglia

  di Armando Bauleo

(Il titolo originale dell’articolo, tratto da www.area3.org.es Nº 2 – Primavera 1995, è “Teorias de los grupos y familia” ed è stato tradotto dallo spagnolo da Lorenzo Sartini)

C’è una frase di Pichon-Rivière che utilizzerò e che potrebbe sembrare una tautologia: “la famiglia dovrebbe essere come un gruppo operativo e un gruppo operativo come una famiglia”.
Questa definizione con caratteristica circolare cerca di spiegare l’intergioco che si stabilisce quando desideriamo concettualizzare sia la nostra pratica gruppale che il nostro intervento in una famiglia.

È che sarebbe difficile comprendere una situazione familiare senza un corpo di nozioni gruppali, così come teorizzare sui gruppi senza tenere conto della struttura particolare del gruppo familiare.

Pertanto, per la nostra scuola di pensiero, solamente una teoria della gruppalità ci rende possibile intervenire nelle diverse vicissitudini dei processi gruppali.
Il modello del gruppo operativo segnala la situazione concreta di fondazione del gruppo che collochiamo sempre a partire da una delimitazione di un compito da sviluppare. Cioè, il compito sarebbe il supporto che permette che un insieme di persone si organizzi come una struttura gruppale. Detto in altra maniera, il passaggio da ‘aggrupazione’ a gruppo, da insieme a struttura, è reso possibile dalla presenza del compito.

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Concezione della soggettività in Enrique Pichon-Rivière

di Gladys Adamson

(Gladys Adamson è direttrice della ‘Escuela de Psicologia Social’ di Buenos Aires e discepola diretta di Enrique Pichon-Rivère. Il titolo originale dell’articolo è “Concepcion de la subjectividad en Enrique Pichon-Rivière” e la traduzione dallo spagnolo è ad opera di Lorenzo Sartini.

 

Il tema che ci convoca è “Soggettività e Interazione verso il Nuovo Millennio”. La mia riflessione parte dall’ECRO di Enrique Pichon-Rivière e vorrei prima proporre la concezione della soggettività di E. Pichon-Rivière.

1) In primo luogo, la soggettività, per E. Pichon Rivière è di natura sociale. Lo è in riferimento a ciò che già Freud propose in “Psicologia delle masse e analisi dell’Io”, nel senso che “Nella vita psichica del singolo l’altro è regolarmente presente come modello, come oggetto, come soccorritore, come nemico”[1]. L’altro sociale è sempre presente nell’orizzonte di ogni esperienza umana. E. Pichon Rivière parte da una controversia radicale: “Il soggetto non è solo un soggetto in relazione, è un soggetto prodotto. Non c’è niente in lui che non sia il risultato della interazione tra individui, gruppi e classi”[2]. Questo significa che non c’è niente nel soggetto che non implichi la presenza dell’altro sociale, acculturato. Pertanto colloca la costituzione della soggettività in una dimensione interazionale simbolica.
L’essere umano manca di qualsiasi facoltà o meccanismo istintivamente acquisito che gli faciliti l’adattamento all’ambiente, al territorio, o stabilisca risposte fisse agli stimoli del suo habitat. In questo senso l’uomo è l’unico mammifero superiore che crea la natura alla quale si adatterà. Questa produzione sociale culturale è presa come natura perché precedente alla nascita del soggetto.

2) La soggettività è, allo stesso tempo, singolare e emergente delle trame vincolari che la trascendono e con le quali mantiene una relazione di produttore e prodotto. Dice E. Pichon Rivière: “il contrasto che più sorprende lo psicoanalista nell’esercizio del suo compito consiste nello scoprire, con ciascun paziente, che noi non siamo di fronte ad un uomo isolato, bensì di fronte ad un emissario, e capire che l’individuo come tale non è solo l’attore principale di un dramma che cerca chiarificazione attraverso l’analisi, ma anche il portavoce di una situazione” [3].

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