Centro studi e ricerche Josè Blegér, Rimini

Scuola di prevenzione, Psicanalisi operativa, Concezione operativa di gruppo

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Interventi

Psicoanalisi e Poesia

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L'esplorazione psicoanalitica del mondo interno del paziente che si dispiega nella relazione terapeutica tramite le vicissitudini del transfert e del contro-transfert, così come la specifica attenzione all' incontro tra mondo interno e realtà esterna, tra soggettivo ed oggettivo, fa si che il linguaggio psicoanalitico non possa essere solo quello della scienza, rivolto al misurare ,a stabilire rapporti causa-effetto e ad esporre  fatti oggettivi.

La psicoanalisi si è progressivamente dotata di un linguaggio relazionale, empatico, rivolto, per dirla con la fenomenologia, più al comprendere che non al capire,un linguaggio per  operare una rielaborazione del Mondo che sia affettiva prima che cognitiva, capace di fornire validazione e ri-conoscimento all' esperienza e di dare parole che sostengono il sè impegnato ad esperire.( Quando  si sta vivendo una esperienza, la mente procede per associazioni e sensazioni non potando contare su categorizzazioni della esperienza che è in corso) .

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Istituzioni sanitarie ed inversioni ad U

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Questo contributo vorrebbe, attraverso la condivisione del resoconto che segue, stimolare la riflessione intorno alla tortuosità che assumono certi percorsi macroistituzionali nell’ ambito delle politiche sanitarie. 

Il settore di intervento è quello delle Dipendenze Patologiche, il riferimento spaziale è il territorio regionale delle Marche.

All’interno di questo inquadramento, inaspettatamente, qualche anno fa, a livello dei vertici decisionali regionali si è consolidato un movimento volto a produrre e a sostenere interventi organizzativi ed operativi costruiti secondo il paradigma della complessità; inaspettatamente, in quanto questo orientamento cozzava con la storia precedente di un settore, quello delle Dipendenze Patologiche, che era stata sempre caratterizzata, come d’altra parte su tutto il territorio nazionale, dallo stigma della scarsa importanza, della scarsa significatività e dei “ brutti, sporchi e cattivi”, assegnato agli utenti dei Servizi, e anche agli operatori; ma l’elemento di sorpresa era dato anche dal fatto che l’orientamento medesimo è stato poi accompagnato da un’attenzione effettiva e forte posta dagli stessi vertici all’ottenimento dei risultati attesi, e questa determinazione non era affatto scontata.

Improvvisamente, però, ecco che si presentano recentissime manovre che sembrano voler restaurare l’ordine della disattenzione istituzionale alla gestione dei fenomeni complessi che caratterizzano questo ambito di intervento sociosanitario.

In un batter d’occhio, infatti, è stata approvata pochi giorni fa una legge di riordino del sistema sanitario regionale che vede la soppressione delle Zone Territoriali e la configurazione della gestione del territorio della regione in cinque Aree Vaste.

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Avatares de la Clinica: introduzione al seminario «Psicanalisi e psicofarmaci» a Rimini

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Questa occasione ci permette una operazione molto significativa, che consiste nella ripresa del dialogo tra paradigmi conoscitivi relativamente ai temi che attengono alla Psichiatria.

Mi sembra importante affermare con chiarezza la necessità di riattivare tale dialogo e di riproporre l’avvio agli approfondimenti che ne conseguono, proprio in questo momento storico, politico e culturale.

In questa nostra Italia abbiamo assistito alcuni decenni fa al parto della riforma psichiatrica più avanzata del mondo, ed alcuni di noi hanno anche contribuito a produrla, e a renderla effettiva ed operativa.

Nelle maglie di tale trasformazione, che aveva assunto per certi aspetti una configurazione rivoluzionaria, si intravedeva la promozione di una concezione concettuale complessa e transdisciplinare intorno alla sofferenza psichica, che permetteva di pensarla come un fenomeno che poteva modificarsi e cambiare, per via della sua interazione con i contesti, tra i quali si diceva giocassero un ruolo essenziale quelli istituzionali dell’intervento trattamentale.

In questa stessa nostra Italia stiamo oggi assistendo in questo ambito ad un potente movimento restaurativo e reazionario, che promuove la rincorsa verso assetti istituzionali nuovamente rigidi e totalizzanti, e che è basata su cognizioni culturali e pseudoscientifiche , prese molto spesso in prestito da forme di pensiero sviluppatesi in altri paesi, che tendono a semplificare la lettura dei problemi psichici e psichiatrici, a ridurli, a riferirli di nuovo ad un campo che è quello squisitamente fenomenico – fattuale, e a riportarli a manifestazioni che meramente emergerebbero da una sfera biologica isolata dagli ambiti in cui si produce e si esprime, e che, di conseguenza, presenterebbero possibilità di risoluzione e di cambiamento molto ridotte.

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Necessità di un Approccio Transdisciplinare nel Futuro della Psichiatria: Psicoterapia, Farmacoterapia e Trattamento Combinato

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Innanzitutto grazie è per la vostra presenza. è un onore ed un piacere perme poter condivídere questa conferenza, che riassume il mio lavorodi molti anni ed anche quello di vari autori di diverse discipline,con professionisti della terra di mio padre e dei miei nonni.

Questo incontro non sarebbe stato possibile senza la collaborazione dei mieiamici e colleghi i dottori, Massimo De Berardinis di Firenze, Massimo Mari di Jesi, e Leonardo Montecchi di Rimini; neppure possiamo dimenticare il nostro amico e maestro, il professor Armando Bauleo diBuenos Aires, grazie al quale ci siamo conosciuti.

Come preambolo possiamo dire che noi professionisti della salute mentale, vista la complessità del nostro lavoro quotidiano, siamo ancora in un momento nel quale numerose scuole, anche se non tutte,contínuano ad alimentare una contrapposizione drastica tra quanti ritengono che le cause dei diversi disturbi mentali siano da ricondurre solamente a problematiche di ordine genetico e biologico e quanti ritengono invece che le cause dei disturbimentali siano da ricondurre solamente all'azione delle variabili  ambientali.

Questa discussione conduce è molte volte ad assumere posizioni radicali suimetodi diagnostici e terapeutici: o tutto è biologico e èfarmacologico, o tutto è ambiente socio-culturale e la suainterpretazione. Cosí il trattamento psicofarmacologico, la terapíacognitiva, la terapia psicoanalitica ed altri approcci terapeutici,finiscono spesso con l'entrare in contrapposizione tra loro senzaalcun tentativo di apprendimento reciproco come invece potrebbeavvenire attraverso un lavoro transdisciplinare.

Occorretuttavía riconoscere che ci sono stati, e ci sono, diversi autoriche hanno tentato un approccio a questa complessitá senza squalificare, né subordinare una disciplina all'altra.

In questa conferenza intitolata "Necessità di un Approccio Transdisciplinare nel Futuro della Psichiatria:Psicoterapía, Farmacoterapía eTrattamento Combinato" farò prima una breve è introduzionestorica relativa a questa problemática, è quindi misoffermerò su è un disturbo specifico, è rappresentato dai quadridepressivi, dove vedremo come è le più recenti è e èsignificative è ricerche sugli aspetti è fisiopatologicie terapeutici risolvono, almeno in parte, questa problematica; daultimo presenterò le proposte per il lavoro clinico e terapeutico.

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Presentazione della tavola rotonda Psicoanalisi e Politica

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Sulla proliferazione delle scuole di psicoterapia si può constatare che alcuni comportamenti, evidenziati da queste, che prima si ritenevano determinati dall'ambiente,sembrerebbero invece innati.Spesso le varie materie non sono state integrate da modelli di lavoro dimostrati scientificamente, a parte poche eccezioni.

Infatti vediamo che nei programmi di formazione delle scuole di psicoterapia i temi sono marginali rispetto al pensiero dei fondatori, quando non del tutto trascurati.

Molti di questi errori dipendono dal fatto che la psicoterapia (psicanalisi) moderna ha badato meno a tenere il passo con l'evoluzione scientifica e più a costituirsi come movimento istituzionalizzato di persone selezionate in seguito a una serie di lunghe iniziazioni.

Così spesso gli psicoterapeuti/psicanalisti si sono avviati sul pensiero di un fondatore" morto”, col tempo quasi deificato, con una specie di culto della personalità.

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