L’idea è quella di organizzare il lavoro infermieristico indagando i bisogni delle persone.
Lavorare sui bisogni vuol dire cercare strade possibili in direzione della loro soddisfazione. Vuol dire provare a risolvere i problemi dopo averne preso coscienza.
L’infermieristica dei bisogni ha come primo problema l’intercettazione.
Intercettare un bisogno vuol dire stipulare un patto con la persona e poi essere disposti ad ascoltare. Attraverso l’ascolto è possibile intercettare il bisogno.
Quando si mette in campo la parola “ascolto” se ne chiamano altre implicitamente. L’ascolto funziona se vi è un soggetto parlante e/o comunque in grado di comunicare segnali percepibili.
Se vi è chi parla e chi ascolta vi è anche un canale di comunicazione ed un linguaggio che sul canale scorre più o meno fluidamente.
Liberare il canale di comunicazione da attriti, renderlo “liscio” e praticabile, vuol dire disporsi all’ascolto.
Intercettare un bisogno pone immediatamente davanti ad una scelta: quale linguaggio utilizzare per comunicare?
Il teatro è un possibile linguaggio di comunicazione di bisogni. Costruire uno spazio teatrale “liscio” e praticabile, vuol dire porsi nella condizione di intercettare i bisogni e lavorare sulle possibili soluzioni.






