Centro studi e ricerche Josè Blegér, Rimini

Scuola di prevenzione, Psicanalisi operativa, Concezione operativa di gruppo

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Scuola di prevenzione Josè Blegér di Rimini: benvenuto

La famiglia Smarrita. Una psicoanalisi per una famiglia in mutazione

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Quando esaminiamo i cambiamenti attuali nella famiglia, notiamo una diminuzione dell’autorità del padre verso i figli e del marito verso la moglie. Questi effetti sembrano legati al problema del dominio che crea un’amalgama tra autorità e autoritarismo, tra liberalizzazione e laisser faire, tra affetto e arbitrarietà.

La denatalità potrebbe essere legata all’emancipazione femminile? Coincide curiosamente con l’introduzione degli anticoncezionali e dell’accesso massivo della donna nel mondo del lavoro. Oggi in Europa il tasso di nascite non permette il rinnovo delle generazioni. È un fatto innegabile che, se le coppie decidono di avere meno figli o posticipare il concepimento, spesso evocano motivi economici. La speranza di una “vita migliore” per e con i figli, la quale conduceva generalmente a rinnovare il desiderio della proliferazione, ha perso attualità. Nelle famiglie con più risorse economiche, si sente dire che avere la casa di proprietà è prioritario ad avere figli.

Il confronto tra i generi prende vie poco frequentate fin ora, arrivando a violenze tra coniugi a livelli e gravità allarmanti. Questo ha a che vedere con l’emancipazione femminile? Dobbiamo affermare che i soggetti familiari preferiscono l’assimetria tra il dominatore e il dominato? Avere idee, decidere, prendere iniziative dovrebbero essere attributi di una sola persona?

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Riflessioni sulla conclusione di un contratto di supervisione psicologica alla équipe della cooperativa Cento Fiori.

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L’operare psichiatrico nei servizi per le dipendenze patologiche spesso deve confrontarsi con mandati contraddittori da parte della opinione pubblica. La complessità crescente ed il divenire dei bisogni necessitano di un costante focus attentivo che offra con pertinenza ottiche di inquadramento efficaci ad osservare processi in continuo movimento.

Nella concezione operativa, quando si parla in supervisione di “osservare” intendiamo: apprendere nell'istituzione, gruppo, soggetto osservante la risonanza interna dell'osservato; quest'ultima si discosta più o meno dalla realtà esterna rappresentata a seconda delle ansietà prevalenti del gruppo supervisionato.

La peculiare complessità ed il continuo divenire della domanda obbliga ad una formazione permanente ma discontinua:

  • permanente in quanto le formazioni resistenziali ed inconsciamente collusive tra utenti ed operatori sovradeterminano fatalmente il processo di cambiamento: solo un corretto dispositivo terapeutico di elaborazione permanente in equipe delle dinamiche controtransferali sblocca alcune cronicità di rapporto;

  • discontinua perché il codice comunitario ed i mandati sociali connessi, sempre costituenti lo sfondo implicito dell'operare quotidiano, variando continuamente decentrano il focus istituzionale dai bisogni complessi di persone con problematiche in divenire. Tale focus va periodicamente ricentrato, di conseguenza vanno ricalibrati il compito e l'inquadramento del contratto formativo.

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Il Dipartimento di salute mentale di Camerino: un percorso possibile

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Il Servizio di Salute Mentale nasce a Camerino come “centro di recupero” nel 1985, (L.R. 27/1985) successivamente sulla base delle modifiche legislative nazionali e regionali con la riorganizzazione delle Aziende sanitarie locali ed accorpamento delle stesse si è venuto a costituire il un nuovo assetto istituzionale nel 1995 che resta a tutt’oggi invariato. Il Servizio comprende il territorio della ex usl 18 San Severino Marche e usl 20 di Camerino e il territorio dei comuni di Matelica ed Esanatoglia in precedenza gestiti dalla usl di Fabriano.

Riassumendo la popolazione appartenente alla AUSL 10 è di circa 48.000 abitanti, distribuita su un territorio di circa 1.200 Kmq per la maggior parte montano, costituita da 21 Comuni a loro volta riuniti sotto 3 Distretti, Camerino, San Severino e Matelica a loro volta associati a 2 Comunità Montane. Tutto questo per evidenziare che storicamente la popolazione afferente all’attuale Dipartimento di Salute Mentale, e gli operatori che se ne occupano non hanno una storia comune bensì è frutto di scelte amministrative ed istituzionali.

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L'Istituzione: la rottura dello stereotipo in un contesto istituzionale pubblico

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Tenterò di affrontare la tematica dell’istituzione dal vertice gruppale, considerando l’istituzione una costante che garantisce un continuum e produce la nostra soggettività e quello sfondo più indifferenziato, sincretico che organizza la nostra personalità.

L’istituzione svolge una doppia funzione: da un lato rappresenta un controllo sociale, definisce il quadro normativo e l’organizzazione, dall’altro svolge una funzione di contenitore, in cui vengono depositate le parti più immature, regressive e indifferenziate della personalità.

Questa doppia funzione permette all’istituzione di dare continuità e proteggere l’individuo da fratture e contemporaneamente di rappresentare uno strumento di organizzazione della personalità.

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La relazione Gruppo – compito in Psicoanalisi Operativa

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Nella definizione di Pichon Rivière, secondo la quale un gruppo operativo è un “insieme di persone, legate per costanti di tempo e di spazio ed articolate su una mutua rappresentazione interna, che si propone esplicitamente o implicitamente un compito che costituisce il suo scopo”, l’elemento compito rappresenta uno dei fattori basilari per la costituzione e l’organizzazione di un gruppo; è, infatti, intorno al compito che il gruppo si costituisce ed è a partire dalla sua definizione che prende a dipanarsi anche il processo gruppale.

Inizialmente il compito rappresenta sempre, per un gruppo, una finalità razionale (compito manifesto) orientata alla modificazione concreta di una data situazione esplicita; ma nel procedere pendolare del processo gruppale dall‘implicito all’esplicito, cioè nel lavoro stesso di svolgimento del compito (giacchè per compito del gruppo intendiamo insieme, sia l’obiettivo che il restare centrati sull’ obiettivo) il gruppo perverrà al disvelamento di altre finalità (compito latente) dapprima sconosciute.

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