Quando esaminiamo i cambiamenti attuali nella famiglia, notiamo una diminuzione dell’autorità del padre verso i figli e del marito verso la moglie. Questi effetti sembrano legati al problema del dominio che crea un’amalgama tra autorità e autoritarismo, tra liberalizzazione e laisser faire, tra affetto e arbitrarietà.
La denatalità potrebbe essere legata all’emancipazione femminile? Coincide curiosamente con l’introduzione degli anticoncezionali e dell’accesso massivo della donna nel mondo del lavoro. Oggi in Europa il tasso di nascite non permette il rinnovo delle generazioni. È un fatto innegabile che, se le coppie decidono di avere meno figli o posticipare il concepimento, spesso evocano motivi economici. La speranza di una “vita migliore” per e con i figli, la quale conduceva generalmente a rinnovare il desiderio della proliferazione, ha perso attualità. Nelle famiglie con più risorse economiche, si sente dire che avere la casa di proprietà è prioritario ad avere figli.
Il confronto tra i generi prende vie poco frequentate fin ora, arrivando a violenze tra coniugi a livelli e gravità allarmanti. Questo ha a che vedere con l’emancipazione femminile? Dobbiamo affermare che i soggetti familiari preferiscono l’assimetria tra il dominatore e il dominato? Avere idee, decidere, prendere iniziative dovrebbero essere attributi di una sola persona?






